

Una mostra d‘ Arte nel Museo della Farmacia di Bressanone:
„La contemplazione della Natura“ di Markus Damini, dal 10.10.24 al 27.11.2024
MUSEO DELLA FARMACIA BRESSANONE
via Ponte Aquila 4
I-39042 Bressanone (BZ)
T +39 0472 209 112
mail@museofarmacia.it
www.museofarmacia.it
La contemplazione della Natura
In definitiva, quando i molti interrogativi sull’esistenza rimangono senza risposta, resta sempre valido ciò che scriveva Goethe:
“Adorare l’imperscrutabile con riverente contemplazione.”
Ho scelto il titolo „La contemplazione della Natura“ per questa mostra perché rappresenta il mio approccio all’arte: un atto di ascolto, osservazione e partecipazione.
Credo che la Natura sia la totalità di tutte le cose – materiali e immateriali. Non esiste, a mio avviso, una vera separazione tra l’essere umano e l’ambiente: siamo parte dello stesso flusso. Le divisioni e i contrasti nascono dalla nostra percezione, dalle dinamiche della polarità – cioè la complessità di punti di vista diversi.
Ma la Natura può essere osservata da infiniti punti di vista. Esistono tante prospettive quanti sono gli esseri viventi.
In questo sento una profonda affinità con il pensiero di Leibniz, che descrive così le sue “monadi”:
“Le monadi sono i veri atomi della natura. Immateriali, infinitamente piccole, sono gli elementi ultimi di tutte le cose.”
Ogni monade, come un’anima dotata di immaginazione, rappresenta a suo modo l’intero universo. Tutto è connesso.
Come sostenevano anche Anassagora, Platone, Plotino e Cusano, tutto è contenuto in ogni cosa.
Ogni monade è indipendente, eppure parte di un tutto.
“Dio ha creato una molteplicità infinita di punti di vista: ciascuno è una monade. Il mondo è quindi la molteplicità dello sguardo divino.”
Ed è proprio questo il motivo per cui dipingo.
Essendo parte integrante della Natura, sento il bisogno di tracciare sulla tela – o sul cuoio – i miei pensieri e le mie emozioni.
La Natura osserva sé stessa, dipinge sé stessa.
La polarità, anziché separare, diventa così una forza creativa, generativa – non più divisione (come nella dualità), ma energia del movimento dell’universo.
Credo che tutta l’arte sia un gioco – o meglio: una danza con le polarità.
Nel chiaro e scuro della pittura, nei colori che vibrano tra le sfumature più tenui e quelle più intense.
Così anche nella musica: nei toni alti e bassi, nelle variazioni infinite che cercano di dare forma e voce alle onde interiori dei sentimenti.


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